|
Il manifesto del decennale |
|
M' ARRICUORDU di Marisa Scopello "Croce e delizia" canta Alfredo nella Traviata verdiana duettando con Violetta una purissima passione romantica. A questo punto qualcuno dirà: "Che c'entra?". Ecco, magari questo qualcuno ha ragione, ma mi è sembrato il paragone più calzante ad esprimere la purissima passione per l'arte che ci ha animato in questi dieci anni di "croce e delizia". Era il 24 aprile 1993.... Vespignani colorava per la prima volta le pareti della nostra Galleria, fresca di restauro, luminosa e splendente nella sonnolenta opacità culturale delle nostre contrade, abituate a vedere l'arte come un fatto meramente commerciale oppure legata alle occasionali mostre da fiera strapaesana. E fu amore a prima vista. Ricordo i lunghi pomeriggi estivi e le serate invernali davanti al caminetto: tra un the freddo alla menta e un limoncello fatto in casa si parlava d'arte, ci si confrontava sull'impostazione da dare alla Galleria, si avanzavano progetti che prendevano forma e consistenza fra esclamazioni colorite e riflessioni serie; sogni ad occhi aperti che si stagliavano nelle ombre della sera trasformandosi piano piano in realtà: la rassegna dell'incisione figurativa italiana, il giornale "nonsoloBianco&Nero", il museo "Le due matrici" ... E giù a sperare per l'interessamento di uomini di cultura autentica ( mi riferisco in particolare al prof. Giuseppe Barone). E giù a discutere sull'ottusità di alcuni assessori e delle autorità comunali, sull'inerzia dei modicani e sull'ipocrisia di tanti "esperti" d'arte. Alla fine appariva sempre più chiaro che a noi non ce ne fregava un bel niente del loro disinteresse perché le nostre ambizioni non avevano i limiti angusti dei confini cittadini: ci accontentavamo del MONDO! E così, mentre l'universo provinciale ha continuato ad autoriproporsi con fossile pervicacia, nella nostra galleria sono sfilati fior di autori che hanno portato nuova linfa, nuovi linguaggi, scuotendo e disturbando il perbenismo abitudinario che regna nei secoli dei secoli amen.. Bene. Non dico che in dieci anni si sia rasentata la perfezione, qualche caduta di stile c'è pure stata, qualche idea si poteva migliorare, del resto siamo umani anche noi; ma se oggi siamo al bilancio decennale, credo che il rendiconto non sia per niente in rosso. Basta con l'amarcord. Presto sarà il 24 aprile e lo celebreremo in linea con il nostro stile, ospitando le opere di artisti straordinari che, insieme a tanti altri, si sono avvicendati nel nostro spazio espositivo. Saranno giorni di festa, festa dell'arte e festa per noi, sicché mi sembra coerente chiudere con un ... festoso "libiamo, libiamo nei lieti calici..:". |